Serie A, svolta: Supercoppa e Milan–Como, la decisione della Lega

Stadio di calcio vuoto illuminato di notte con la scritta “Le parole del Presidente – Serie A linea chiara” e il logo Divano a Rotelle Sport in basso a sinistra.

Nel prepartita della Supercoppa sono arrivate indicazioni chiare su due dossier caldi: il futuro della Supercoppa (format e sede) e il caso Milan–Como, inizialmente pensato all’estero e poi stoppato. Il messaggio è semplice: la Serie A vuole restare aperta al mondo, ma con paletti più netti su condizioni, costi e organizzazione.

In breve: le notizie

  • Supercoppa: il format a quattro squadre era legato a dinamiche contrattuali/commerciali; si va verso un ritorno al modello tradizionale (finale unica).
  • Supercoppa: la prossima edizione non sarà nella stessa sede dell’ultima, con scelte legate a incastri internazionali e calendario.
  • Milan–Como all’estero: accordo quasi chiuso, poi annullato.
  • Arbitri: era stata tollerata in via eccezionale l’ipotesi di arbitri non italiani.
  • Richieste extra: arrivate nuove condizioni giudicate inaccettabili, soprattutto sul piano economico.
  • Catena dei costi: richiesta di coperture finanziarie “a cascata”; la Lega ha detto no.
  • Nuovo piano: Milan–Como si recupera a San Siro, data definita dopo il 31 gennaio in base agli incastri di calendario e disponibilità stadio.

1) Supercoppa: format e sede sono collegati

Negli ultimi anni la Supercoppa è stata organizzata anche fuori dall’Italia. Da diverse edizioni è stata ospitata in Arabia Saudita, con format e sedi che nel tempo hanno seguito accordi e incastri di calendario. Proprio questi accordi internazionali hanno influenzato anche la formula della competizione. Dalle parole del Presidente si capisce che il format a quattro squadre non era una scelta “di campo”, ma il riflesso di un impianto contrattuale ed economico.

Venute meno quelle condizioni, la direzione appare tracciata: ritorno al modello tradizionale, quindi finale unica tra vincitrice della Coppa Italia e campione d’Italia. Anche sul tema sede, il quadro è in evoluzione: la prossima edizione non sarà nella stessa sede dell’ultima e la scelta dipenderà da incastri e disponibilità legate al calendario internazionale.

2) Milan–Como all’estero: dal quasi sì allo stop

L’accordo per giocare Milan–Como in Australia era vicino alla chiusura e, per aprire una strada nuova (gare di campionato fuori dall’Italia), erano stati accettati compromessi non banali. In via del tutto eccezionale, era stata tollerata anche l’ipotesi di arbitri non italiani.

3) Perché è saltato tutto: richieste e soldi

Il progetto si è arenato quando sono arrivate ulteriori richieste, considerate fuori perimetro. Il nodo vero è stato economico: una catena di richieste di copertura finanziaria che, alla fine, sarebbe dovuta ricadere sulla Lega Serie A.

La linea è stata netta: no a coperture improprie e no a nuove condizioni giudicate inaccettabili. Risultato: cancellazione dell’evento all’estero, con comunicazione congiunta.

4) Il nuovo piano: si gioca in Italia, a San Siro

Milan–Como verrà recuperata a San Siro. La data sarà fissata alla prima finestra utile, ma servirà prima un quadro chiaro degli incastri: disponibilità dello stadio e calendario (anche europeo). La decisione finale arriverà dopo il 31 gennaio.

Impressione dal Divano a Rotelle

Da tifoso, lo dico: il format a quattro squadre della Supercoppa mi piaceva, perché aggiungeva partite e “storia” in pochi giorni. Però dall’intervista si capisce che era, prima di tutto, una questione contrattuale, quindi economica. Cambiati gli accordi, si torna al modello tradizionale: semplice.

E su Milan–Como, forse è anche meglio così: una trasferta lampo con un giorno di aereo avrebbe rischiato di stancare i giocatori più del dovuto, con un impatto reale sulla qualità della partita. In un calendario già pieno, meglio evitare forzature inutili.

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